Il cioccolato, il cibo degli dei ha origini antiche ed esotiche. I Maya furono i primi coltivatori del cacao e gli Aztechi i primi a somministrarlo come bevanda. Una tazza di xocolatl, dal nome del Dio Quetzalcoatl, che aveva regalato agli uomini la pianta del cacao, era per gli Aztechi un vero e proprio energetico: eliminava la fatica e stimolava le forze fisiche e mentali. I semi del cacao erano così importanti per gli Aztechi da essere usati come una moneta e gli Spagnoli conquistatori, ai primi del ‘500, portarono in patria dapprima i semi quindi un carico di fave di cacao e l’attrezzatura per preparare la xocolatl. Fu un vero successo.
La xocolatl divenne cioccolata e la bevanda si diffuse rapidamente inizialmente nella stessa Spagna poi nella Roma dei papi, nelle raffinate corti Italiane e in quella del Re di Francia, e via via nei territori degli Asburgo e in tutta Europa. Nel 1737 il cacao fu consacrato “Nettare degli Dei” dal naturalista svedese Carlo Linneo che classificò la pianta con il nome greco theobroma che significa appunto “nettare degli dei”.
La pianta del cacao cresce solo all’Equatore, nella fascia tra i Tropici, dove la temperatura è calda e l’ambiente è umido. I maggiori produttori sono la Costa d’Avorio, il Brasile, il Ghana che esportano le fave essiccate del cacao in tutto il mondo. Arrivate a destinazione in sacchi di juta, le fave seguono diverse fasi di lavorazione che vanno dalla torrefazione al concaggio passando da macinatura e spremitura. La parte ultima della trasformazione avviene solitamente nei laboratori artigianali, le cioccolaterie, dove temperaggio e modellaggio sono sapientemente calibrate per trasformare il cacao nel più raffinato cioccolato.
Alimento ricchissimo di proprietà, è ormai scientificamente dimostrato che il cioccolato, come sostenevano gli Aztechi, rafforza la volontà e da sollievo alla sensazione di fatica e produce uno stato mentale e fisico positivo grazie soprattutto a Teobromina, stimolante del sistema nervoso centrale, Feniletilamina, anfetamina naturale antidepressiva normalizzante dell’umore e ai Polifenoli, potenti antiossidanti. Il cioccolato oggi è lavorato in mille e più modi, arricchito con spezie e frutta sia secca che fresca e proposto in un' infinità di forme e ricette. Gli artefici sono i Maestri Cioccolatieri, gli artisti del cioccolato, che sostengono la tradizione e sperimentano nuove proposte, con ingredienti a volte insoliti ma dai risultati sempre sorprendenti.
GLI AMANTI DEL CIOCCOLATO
La Regina Maria Antonietta viaggiava sempre con il maestro cioccolatiere personale; Napoleone Bonaparte beveva sempre una tazza di cioccolato la sera, per ritemprare anima e corpo; Giacomo Casanova assertore delle proprietà afrodisiache del cioccolato, ne faceva largo consumo; Goldoni amava il cioccolato tanto da citarlo spessissimo nelle sue commedie; Mozart e Da Ponte ne decantano la gradevolezza in “Così fan tutte”.
DEGUSTAZIONE DEL CIOCCOLATO
La degustazione prevede l’analisi "sensoriale" del cioccolato. Per quanto riguarda l'aspetto, il cioccolato deve apparire lucido e brillante; il suo profumo deve risultare intenso e ricco di svariati aromi; la sensazione al tatto deve essere di duttilità e scorrevolezza; si deve poi potere spezzare con un suono secco ed infine, per il gusto, è bene riuscire a percepire aromi primari e secondari, dolcezza o amarezza e acidità.